Riflessione quotidiana
L'Ombra e la Luce
Nel Vangelo di Matteo, la Trasfigurazione è un'abbagliante interruzione. Pietro, Giacomo e Giovanni, che hanno percorso le strade polverose della Galilea con un Gesù molto umano, ricevono improvvisamente uno sguardo dietro il velo. Lo vedono come realmente è: il suo volto splendente come il sole, le sue vesti candide come la luce, mentre appare in gloria con Mosè ed Elia.
Questo momento è un dono. È un'esperienza di vetta, destinata a rafforzare la loro fede per lo scandalo della croce che li attende. Per un breve istante, i discepoli vorrebbero rimanere lì. Pietro, impulsivo come sempre, si offre di costruire tre tende, cercando di preservare l'estasi, di congelare quel momento nel tempo.
Ma la voce del Padre dalla nube reindirizza la loro meraviglia. "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo." La visione non è un fine a sé stessa. È una conferma di chi sia Gesù, affinché, quando ascolteranno le sue parole sulla sofferenza e la morte, possano fidarsi di Lui.
E poi, la visione svanisce. Alzando lo sguardo, non videro "più nessuno, se non Gesù solo".
Questo è il cuore della nostra stessa vita spirituale. Tutti desideriamo esperienze di vetta – momenti di profonda consolazione, chiarezza o grazia intensa in cui Dio sembra innegabilmente vicino. Sono reali e sono preziosi. Ma non sono la destinazione. La vita cristiana non si vive sulla vetta, ma nella valle. Si vive nell'ordinario, con "Gesù solo".
La gloria che abbiamo intravisto nella preghiera o in un momento di grazia non è assente nella routine quotidiana; è nascosta. Lo stesso Gesù che risplendeva di luce sul Tabor è lo stesso Gesù che cammina con noi nelle nostre lotte, nel nostro lavoro e nei nostri dolori. La Trasfigurazione ci insegna che la gloria è reale, anche quando è invisibile. Ci dà il coraggio di ascoltarlo, di seguirlo giù dal monte e di trovarlo nel quotidiano – perché è sempre e solo Gesù, e Lui basta.