Riflessione quotidiana
Una casa divisa
In questo passo del Vangelo di Luca, assistiamo a un momento di guarigione e, allo stesso tempo, di controversia. Gesù scaccia un demonio che rendeva muto un uomo, e quel silenzio viene sciolto: l'uomo torna a parlare. La folla è meravigliata, ma la reazione di alcuni è un duro promemoria della durezza del cuore umano. Invece di gioire per la liberazione di un uomo, accusano Gesù di essere in combutta con il diavolo: "Scaccia i demòni in nome di Beelzebùl, capo dei demòni".
Questa accusa rivela una profonda cecità spirituale. Non possono negare la potenza del miracolo, e così ne attribuiscono la fonte al male. La risposta di Gesù è logicamente ineccepibile: "Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina". Come può Satana scacciare Satana? Significherebbe minare il proprio stesso regno.
Questa logica colpisce il cuore della nostra stessa vita spirituale. Stiamo vivendo in unità con Cristo, o stiamo, in modi sottili, costruendo una casa divisa dentro di noi? Non possiamo dire di seguire Gesù la domenica, se durante la settimana nutriamo amarezza, avidità o mancanza di perdono. Un'anima che cerca di servire sia Dio che il denaro, che cerca di aggrapparsi al peccato mentre tende alla santità, è una casa divisa. Non può reggere; andrà in rovina.
Poi Gesù ci offre un'immagine profonda della sua missione: "Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è giunto a voi il regno di Dio". Il "dito di Dio" riecheggia l'Antico Testamento, dove era la potenza di Dio a liberare gli Israeliti dalla schiavitù in Egitto (Esodo 8,15). Qui, Gesù è il nuovo Mosè, il liberatore definitivo, non da un tiranno politico, ma dalla tirannia ben più grande del peccato e di Satana. Il Regno non è una promessa lontana; è qui, ora, nella persona di Gesù. Lui è l'"uomo forte" che è venuto a sopraffare l'uomo forte (il diavolo), a legarlo e a saccheggiare le sue proprietà – per reclamare ogni anima umana per il suo legittimo proprietario, Dio.
Il brano si conclude con un richiamo sobrio e impegnativo alla decisione: "Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde".
Non esiste una via di mezzo nella vita spirituale. O siamo attivamente con Gesù a raccogliere – costruendo il Regno con le nostre preghiere, le nostre scelte e il nostro amore – oppure stiamo disperdendo. La nostra fede non è un'etichetta passiva, ma un'alleanza attiva. Ogni pensiero, ogni parola, ogni azione è una scelta per essere con Lui o contro di Lui. Essere "con" Gesù significa permettere a Lui, il Più Forte, di regnare pienamente nella casa della nostra anima, scacciando tutto ciò che non è da Dio, affinché anche noi possiamo essere liberati dal nostro mutismo e proclamare con coraggio la sua misericordia e il suo amore.